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Archive for dicembre 2008

A Rìo de Janeiro hanno inaugurato internet con wi-fi sul lungo mare di Copacabana, da oggi si può lavorare o chattare con gli amici prendendo il sole… non per tanto tempo però. Per il sole? No! Per la velocità con cui ti fregano il laptop!

Sempre a Rìo, sempre a Copacabana, in un chiosco sulla spiaggia è stato installato un misuratore di raggi ultravioletti, in modo che i bagnanti possano organizzarsi con le creme più adatte nelle diverse ore del giorno, in funzione dell’ intensitá dei raggi solari, del buco dell’ozono, della nuvolosità, etc. Evviva, ora quanto mi ustionerò saprò esattamente la quantità di raggi ultravioletti che ho assorbito…

I tassi dei mutui sono tornati a livelli bassi come non si vedeva da anni! Penso: rinegozio il mio! Poi rifletto sul sistema bancario italiano e …decido di lasciare perdere.

Ci siamo anche noi! In Italia, dopo aver riabilitato Galileo Galilei,

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(Città del Guatemala, da Prensa Libre )

Il presidente Álvaro Colom destituisce ministro e viceministro della difesa, il capo e il vice capo di stato maggiore e pure l’ispettore dell’esercito…

 

Buon Natale e

Felice 2009!!!

Aldo

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Sì, è arrivata anche qui, a Rio de Janeiro, la notizia che il figlio di Bossi, Renzo, è stato bocciato per la terza volta alla maturità. L’ultima dopo un ricorso al Tar. 

Istintivamente ho pensato: “Ogni tanto una buona notizia!” Ma lo è davvero? E perché? Ragioniamo.

Bossi figlio è stato bocciato l’anno scorso. Ripete l’anno e riviene bocciato. Cerco su internet, forse non ho capito bene… No, è tutto vero. 

Ci penso un po’. Credo di non aver mai conosciuto nessuno bocciato alla maturità, statisticamente è come essere colpito da un vaso di fiori durante una passeggiata. Come si fa a non passare l’esame di maturità, specialmente nella scuola tutt’altro che severa del 2008. Non è facile. Probabilmente occorre un insieme di ignoranza, arroganza, babbionaggine e non so che altro per venire bocciati alla maturità. Ma conosco casi che smentiscono tale ipotesi, anzi: avevano tutti questi requisiti e si sono diplomati, alcuni pure bene!

E neanche il fatto di essere figli di un ministro, “statista” della Lega, in un’Italia dominata da yes men, arrivisti, carrieristi, inciuciosi e paurosi, non dovrebbe giocare a sfavore, anzi! (altro…)

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Sta lì, con il rosario in mano. Scandisce preghiere sottovoce, i movimenti delle labbra e l’andirivieni delle perline mi rimandano a lontani ricordi, quando pensavo di non capire un mistero che non era da capire. Col pollice fa scivolare una nuova stazione, gli occhi sono lucidi. La pelle mulatta  rimanda agli schiavi ed ai loro padroni, o meglio alle schiave ed ai loro padroni. Sulla quarantina abbondante, i capelli raccolti dietro la nuca, le mani consumate dal lavoro e abbellite da una manicure a buon mercato, “lusso” che qui non si risparmia nessuna. Le dita continuano a scorrere  le perline del rosario. Via una. Via l’altra. Lei prega. Continua a pregare.

Mi guardo attorno, gli altri, noi, siamo tutti bianchi. Figli, nipoti, pronipoti di un padre italiano venuto qui negli anni del dopoguerra, o di un nonno fuggito dalle leggi raziali e dalla fame o semplicemente in cerca di una vita diversa, in cerca di fortuna ed avventura. Bianchi, appunto e di origine italiana. Ma tutti possiamo contare con il passaporto italiano, per diritto di sangue.

C’è anche chi si lamenta del servizio sanitario di qui, e non di quello pubblico: “Qui si paga una fortuna per il miglior seguro del Brasile e quando ne hai bisogno non ti copre!”. Ha bisogno del passaporto per andarsi a curare in Italia, a gratis. W la Bindi! (altro…)

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