Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for gennaio 2009

Dalla sua nascita nel gennaio 2001 a Porto Alegre, Brasil, il numero di partecipanti al Social Forum Mondiale ha avuto una crescita esponenziale. I temi hanno sempre ruotato attorno alla critica alla globalizzazione dei mercati che non tiene conto dei diritti umani ma solo del profitto, proponendo un modello di sviluppo diverso, alternativo, nel rispetto dell’ambiente e dei diritti, specialmente degli “ultimi”.

Uno degli aspetti più importanti degli incontri è sempre stato quello della comunicazione e della sensibilizzazione dell’opinione pubblica mondiale sui limiti dello sviluppo, la pericolosità dei mercati (specialmente quelli finanziari), la tremenda ed assurda distribuzione delle risorse, l’avvicinarsi al fondo del barile per il petrolio (scusate il gioco di parole, è volontario!), la insufficiente o cattiva alimentazione, l’acqua, le risorse naturali…

Ma grazie a Bush ed alle sue (e non solo sua) forsennate guerre in Afganistan e Irak, l’economia americana (e quindi l’economia mondiale) è tracollata e ha mostrato a tutti, in primis agli USA, i limiti di un modello di sviluppo basato solo sui mercati lasciati liberi e nelle mani di personaggi senza o con pochi scrupoli, in particolare degli operatori  finanziari, cercando di relegare gli stati in ruoli secondari, a vantaggi di multinazionali, banche, imprese i cui vertici rappresentano la punta di un hiceberg che rappresenta quella piccola parte della popolazione mondiale, quel 20% che accede all’80% delle risorse mondiali. Insomma, i ricchi ed i potenti.

La crisi in corso, o meglio la recessione che stiamo vivendo nel 2009, non solo ha permesso all’opinione pubblica mondiale di scoprire il velo di Maya sotto il quale era nascosta ormai da tempo (a dire il vero un velo consunto e divenuto trasparente per chi aveva gli occhi per vedere ed …il cervello acceso – tipo Soros, per citarne uno più o meno a caso-), ma ha anche e soprattutto radicalmente cambiato la politica economica, ambientale ed estera del nuovo imperatore (sto con lui ma sempre imperatore è! o no?).

Ma se l’Impero cambia, anche i duchi, marchesi, conti e cortigiani cambiano con lui (a parte qualche giullare che dimostrando una ostinata coerenza resta fedele all ex ‘imperatore, quello deposto. Si alludo a loro: gli italian-spaghetti-neo-cons!).

E allora? Che ci diremo al Social Forum di Belèm? (altro…)

Annunci

Read Full Post »

Lula, Battisti e Kakà

Lula concede asilo politico a Battisti.

Kaká è in partenza per il Manchester.

Silvio e Giorgio, possibile che non vi rendiate conto che l’utilitaria che vediamo dal retrovisore della nostra Ferrari ha messo la freccia per il sorpasso?

Read Full Post »