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Urca. Tramonto su Bahia de Botafogo e Cristo. Un giorno qualsiasi

 

Urca. Spiaggia Casino. Un giorno qualsiasi infrasettimanale

 

Urca. Spiaggia Casino. Un giorno qualsiasi …di Carnevale

 

Urca. Spiaggia Casino. Un giorno qualsiasi …di inquinamento

Che giornata gente!

Allora, vediamo di far capire, che sarebbe uno dei sensi della mia vita…

A Ro de Janeiro c’è una laguna, si chiama, “A Lagoa”, e la laguna è zozza! Dalla laguna un canale pieno letteralmente di residui fecali o merda va al mare, passando esattamente anzi separando Ipanema e Leblon: un canale zozzo che sfocia nell’ Oceano Atlantico. E dentro ci fanno il bagno!

Anche se siamo in uno dei posti, più fichi di Rio. Comunque sia, stanno nuotando nella merda…

Io, noi, lui, voi…


 

Siamo tra Copacabana e Ipanema, mentre nelle strade sfilano i blocchi del carnevale… Qualcuna scherza con la vita.

 

(Pre-stilla: grazie Presidente Napolitano per ricordare che qualche soldino per la ricerca e l’università, in un paese dei fantastici 7 e del cossiddetto primomondo, non ci sta male… Ce ne stavamo dimenticando…!)

Ebbene sì: Gandhi è arrivato al carnevale di Rio. Non ci credete? Ecco qui:

Al canto “pace e amore per tutti” (libera traduzione dello scrivente), il blocco del Satyagraha gandhiano ha sfilato oggi, 23 febbraio 2009, nel lungomare di Copacabana.

Ma che sta succedendo al carnevale? Ho chiesto a qualche amico e conoscente carioca.

Allora, ragazzi/e.. è duretta, fa male, baricchinamente barbaramente comprensibile, ma duole:

  1. Il carnevale non è più quello di una volta (e questo, lo sapevemo tutti, vero?)
  2. Da quando hanno creato il sambodromo… è diventato una questione commeciale legata al turismo (e qui inizia a far male)
  3. Il narcotraffico, coño!, finanzia il carnevale (beh, da noi finanzia la politica…! Embè?)
  4. Comunque sia, è sempre lo spettacolo più bello del mondo!
  5. I blocchi: In strada, c’è un camion. Sopra alcune persone che movimentano la festa, parlando dai microfoni amplificati e distorti. Sotto gente che balla, sambando. (Mi ricorda le manifestazioni “Tribunas abiertas” organizzate dal simpatico regime cubano: tutti ubriachi ma contenti, anzi: ubriachi e giustamente contenti). L’energia del Carnevale ti entra dentro. Anche tu, negato per il ballo e per la musica afro-emisfero sud …ti fai coinvolgere: ma sei patetico! Però ci dai dentro e batti il rirmo. La melodia sembra arabo. Ma ci dai dentro. Bum bum, urla, grida. Tutti ballando, tutti muovendo sinuosamente i corpi, o quello che i corpi rimangono nei ricordi, umidificati dalle caipirinhe e dalla birra.
  6. Ragazzi: ma che chiulo! (Trad. Dal guatemalteco: “ma che fico!”)
  7. Corpi, musica, odori, sudore, movimento, razze, unione, turbinio…
  8. Bum bum. Bum bum!
  9. Ma ora abbiamo Franceschini!!! EVVIVA!
  10. Il nano? Gli do mezza legisltatura…! Acciderbolina… questo dura più di Chavez!!! Non è che vuole emulare Fidel???
  11. Sono troppo di sinistra? (Uffa, pensavo che la sinistra fosse al crepuscolo, come gli dei nietzchiani, e invece… sono e siamo come la povera Eluana: moriamo, sì, ma con dignità!!!)
  12. Volete sapere quello che veramente conta? E qui ritorno a Dario Fo e Jannacci (a proposito: grazie mamma per avermi fatto conoscere Jannacci con il suo “no tu no!”). Ricordate: “E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale, diventan tristi se noi piangiam!!!” http://www.youtube.com/watch?v=SyJ2Jxf0fjk Ciò che conta è che il popolo deve stare allegro. C’è la fame, il narcotraffico, la violenza, la mancanza di uno stato di diritto,
  13. Insomma: se la religione era per Marx l’oppio dei popoli, che pensate che sia il carnevale?

(continua…)

http://tv.repubblica.it/copertina/deasaparecidos-gaffe-del-premier/29595?video

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Trad. Morte nella sauna

È terminata in tragedia la festa del “vuco-vuco” realizzata a tarda notte di ieri, nella sauna gay Club 117, a Gloria (ntd. quartiera storico di Rio de Janeiro). Nel bel mezzo dell’orgia è morto, con un infarto fulminante, un signore di 83 anni.

(Fonte Segundo Caderno, O Globo do Rio de Janeiro, 12 de fevreiro de 2009)